COSA E’ …UNA FOBIA?

La fobia non è altro che una paura, duratura nel tempo, nei confronti di un oggetto o di una situazione. E’ sproporzionata al pericolo reale e la sua realtà non può essere chiarita tramite spiegazioni razionali o ragionamenti di alcun tipo.

Tale paura supera le normali capacità volontarie di controllo: il suo “effetto” reale, su chi ne è affetto, è la cosiddetta “ansia di evitamento”, vale a dire tutta una serie di rituali che chi è affetto da fobie compie per evitare lo stimolo fobizzante e non subire un determinato disagio.

La fobia può essere più o meno invasiva nei confronti di chi la manifesta ma può sicuramente provocare un disattamento alla realtà sociale, scolastica, lavorativa o interpersonale. La fobia è quindi una paura estrema e irrazionale per qualcosa che, in realtà, non rappresenterebbe un reale pericolo, per lo meno in quel momento e in quel contesto: chi non è affetto da una fobia, riesce a gestire normalmente, senza limiti psicologici, la situazione da cui il fobico è terrorizzato. O, per lo meno (si pensi alla paura delle malattie)ha paura quando è davvero il momento, e non solo fantasticando di poter avere chissà quali gravi patologie.

La persona che invece soffre di fobie viene sopraffatta dal terrore, che si può manifestare, a seconda di chi la manifesta, anche per azioni che riguardano la routine giornaliera come, ad esempio, passeggiare in spazi aperti, fare shopping in centro commerciali o, al contrario, rimanere da soli in spazi aperti. Altre situazioni, danno spesso luogo a timori più o meno gravi (si pensi ad esempio al volare in aereo) ma il non fobico riesce comunque a partire e tranquillizzarsi; per il fobico un viaggio in aereo sarà invece un inferno o qualcosa di impossibile.

Chi soffre di disturbi fobici è in grado di capire che la sua paura è irragionevole ma, allo stesso modo, prova paura anche per un eventuale percorso che possa portare il paziente a liberarsi dei sintomi e delle limitazioni che ne conseguono. Tuttavia le persone fobiche non riescono a controllare le loro paure e, anzi, ne subiscono le conseguenze a livello fisiologico che possono manifestarsi con tachicardia, vertigini, diarrea o vomito, nausea, senso di soffocamento, sudore, rossore o senso di spossatezza.

Un comportamento tipico che si manifesta nei fobici, o più in generale nelle condizioni di quando abbiamo paura, è quello della fuga che si manifesta quando non possiamo ‘attaccare’ chi ci ‘attacca’. E’ però una strategia di sola emergenza perché, a lungo andare, lo scappare diventa un effetto negativo di rinforzo della fobia stessa, ovvero amplifica la paura, la rinforza, appunto, negativamente. In questi casi, ad esempio, la fobia diventa molto limitante dato che ne risente la vita quotidiana: il funzionamento lavorativo, la vita scolastica o le relazioni sociali. Prendendo ad esempio la paura dell’aereo: se un fobico deve, per lavoro, fare brevi trasferte, può essere costretto a rinunciare a causa delle sue paure. Oppure, un altro esempio, riguarda coloro che hanno paura degli aghi o delle siringhe che può portare a scegliere alle donne di non avere figli, pur volendone magari, per non sottoporsi agli esami.

Molto limitante è l’agorafobia, ossia la paura di trovarsi soli in spazi aperti. E’ molto limitante e costringe, a volte, le persone ad uscire solo con un accompagnatore.

Sulla stessa lunghezza d’onda è la fobia sociale che definisce la paura di agire davanti ad altre persone per il timore che le proprie azioni possono sembrare umilianti o imbarazzanti, ricevendo giudizi negativi (la cosiddetta “Fobia sociale”).

Le persone che ne soffrono temono di essere costrette a fare qualcosa davanti ad altri, parlare o esporre un lavoro.

Anche chi soffre di fobia sociale si rende conto che le sue paure sono irrazionali ma non riesce comunque a controllarle se non attraverso la psicoterapia. Le fobie tendono a diventare un disturbo cronico, difficile da togliere.

La paura delle malattie è un altro campo in cui le fobie possono diventare invalidanti, creando angosce a non finire e tentativi di controlli a non finire (continui controlli medici e di laboratorio, e situazione che a volte arrivano al surreale, ma che esprimono sempre e comunque terribili sofferenze: il fobico crede davvero che di li a poco morirà per una malattia terribile).

Di fatto, l’unica vera terapia di una fobia è la psicoterapia, anche se i farmaci possono essere di qualche aiuto, sempre se prescritti da uno specialista competente.
Ma, appunto, la psicoterapia resta la via maestra per curare definitivamente una fobia