QUANDO “BISOGNA” ANDARE IN PSICOTERAPIA?


Questa è una delle domande che più frequentemente mi vengono rivolte in qualità di psicoterapeuta e psicanalista che da più di trenta anni -quasi trentacinque- ascolta persone chiedergli di cominciare una psicoterapia…

…portandole poi, nella maggior parte dei casi, ad un risultato bello e veramente soddisfacente.

Già: quando bisogna andare dallo psicoterapeuta?

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Forse la domanda non è posta bene, se espressa solo in questi termini.
Perché -dopo trentacinque anni di esperienza- posso dire che l’alternativa entro cui cercare la risposta non è nel decidere tra il c’è “bisogno si” o il “non ce n’è bisogno, no“.

Trentacinque anni di sedute psicoterapiche con centinaia, centinaia, centinaia di soggetti, mi fanno dire che la vera risposta da darsi è se la psicoterapia possa esserci “utile” o no.

Perché il punto da prendere come riferimento non sono la “malattia psichiatrica”, ma se sono soddisfatto di me e della mia vita.

Perché forse la psicoterapia -quella fatta bene, quella condotta con competenza e attenzione- non è solo una terapia per “curare” le malattie mentali, ma per occuparci di quanto siamo soddisfatti di noi stessi e della vita che conduziamo.

Perché la prima regola della psicoterapia è che c’è sempre qualcosa che si può fare per guardare al domani con continua fiducia.

Diciamo che esistono forse situazioni definibili “più gravi”, nelle quali l’inizio di una psicoterapia è utile con una certa urgenza.

Altre che possono invece dar luogo ad una psicoterapia con una certa riflessione

LE SITUAZIONI PIU’ GRAVI

Perché sicuramente ci sono persone che hanno bisogno di andare da uno psicoterapeuta -o da uno psichiatra- con una certa urgenza.

Sono quelle relative a persone il cui livello di vita è reso problematico, o gravemente impedito, da qualche disturbo di origine psicologica.

Tra questi disturbi dobbiamo includere anche alcuni disturbi apparentemente di natura organica, o che hanno implicazioni e sintomi organici.

In questi casi, è però importantissimo che sia un medico a dare le indicazioni su quali accertamenti e terapie seguire nel loro complesso.

Ed è questo uno dei motivi per cui non mi sono laureato in Psicologia, ma ho voluto fare Medicina e sono diventato un Medico: per poter fare una diagnosi con pazienti affetti da patologie organiche.

Devo allora dire che da questo punto di vista il Medico, che abbia una buona preparazione in Psicologia (materia peraltro ben studiata a Medicina o nelle sue Specializzazioni), garantisce a chi ha problemi psichici con sintomatologia organica un trattamento del tutto completo.

Chi arriva nel mio studio, sa dunque che trova non solo uno psicoterapeuta, ma anche (e quando serve: soprattutto) un medico che può coordinare tutti gli sforzi diagnostici e terapeutici per risolvere il suo caso.

Le persone che hanno bisogno di uno psicoterapeuta sono dunque quelle la cui vita è resa problematica da disturbi psicologici o di natura psicologica: ad esempio da:

ansia

angoscia

– depressione

– attacchi di panico

disturbi alimentari

– disturbi ossessivi e ossessivo-compulsivi

– fobie (anche a tipo della c.d. “fobia sociale”) gravemente invalidanti

ma anche:

– relazioni problematiche

gravi conflitti in famiglia;

– separazioni conflittuali molto gravi con figli contesi e nei casi di cosiddetta “alienazione parentale

quando ci sono adolescenti problematici,

– quando non si riesce ad avere rapporti con l’altro o con il proprio sesso

– in caso di gravi problemi nel mondo del lavoro (dal momento che possono avere origine in una propria problematica o, a rovescio, creare gravi problemi psicologici)

– in caso di gravi eventi stressanti, soprattutto di media o lunga durata

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LE SITUAZIONI MENO GRAVI

La psicoterapia serve per poter esprimere chi siamo e cosa vogliamo

Praticare una psicoterapia serve quanto, se non più, dell’andare in palestra

Questo perché:

– permette di ottimizzare alla perfezione il rapporto con noi stessi;

– ci porta a comprendere quali sono i nostri obiettivi

– può spiegarci con grande chiarezza se davvero, e nel caso perché, sino ad ora abbiamo deluso le nostre aspettative e mancato qualche obiettivo importante della nostra vita

-ci permette di comprendere come arrivare ai nostri traguardi.

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Andare in psicoterapia significa dunque cominciare a prendersi cura di sé in modo attento, consapevole, delicato e creativo.

Il paragone con la palestra vale dunque molto.

Perché si va in palestra?

In realtà, per un motivo abbastanza generale: per prendersi cura di sé, e tenerE in allenamento il proprio corpo.

La psicoterapia analitica, soprattutto quella junghiana com’è quella che pratico io, serve proprio a questo: a tenere in allenamento la psiche e la propria creatività, a vivere esprimendo il proprio Sé.

Il discorso vale dunque per il mondo del lavoro e per le relazioni affettive, con l’altro sesso, o con il proprio.

La psicoterapia ci permette di capire come star meglio, come avere un rapporto più creativo con la nostra vita ed il nostro mondo.

Serve a vivere meglio le nostre relazioni affettive e sessuali; a rapportarci meglio con il mondo del lavoro.

È incredibile quanto sia facile che un atteggiamento psicologico negativo non riconosciuto

ci influenzi negativamente, ed è incredibile quanti vantaggi si ottengono dal riconoscerlo.

IN SINTESI:

La psicoterapia non serve solo “a guarire” da disturbi psicopatologici.

La psicoterapia serve anche a guarire daI disturbi psicopatologici gravi o no (e spesso anche senza l’utilizzo di farmaci).

Ma il vero fine della psicoterapia è quello di permettere alla nostra parte più profonda e vera, di potersi esprimere.

Possiamo conoscerci, sapere cosa vogliamo, capire perché una certa storia è finita male o un’altra non riesce a cominciare, o è una storia che ci fa soffrire.

Possiamo sapere chi siamo e cosa vogliamo davvero -e cosa non vogliamo- e capire qual è la nostra strada, nel caso cercando di capire come modificare quello che stiamo vivendo adesso.

A volte, quando il paziente si impegna e lo psicoterapeuta è competente e di grande esperienza (come chi scrive, che opera a Roma dal 1982), si possono assistere, con il tempo (e un po’ di pazienza iniziale!), a risultati veramente clamorosi.

Certo, tutto dipende da come il paziente aderisce alla psicoterapia, ma una psicoterapia che riesce bene può significare anche un ottimo investimento economico (per i vantaggi che lo svincolarsi da paure e inibizioni può portare!).

Questo, a parte il benessere che si crea nella propria vita, nel proprio mondo e nelle proprie relazioni

 

Quando andare in psicoterapia dunque?

Quando si sta male.

Ma soprattutto, quando si vuole cercare se stessi.

E il proprio modo di esprimersi e di essere.

Perché molti, se non tutti, dei disagi su espressi possono essere un modo della parte più libera e più intima di noi stessi che ci chiama per potersi esprimere.

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