Le piattaforme per psicologi: quando il marketing prevale sulla competenza
Dopo aver analizzato le psicoterapie low cost e le terapie improvvisate, approfondiamo un altro aspetto della commercializzazione della salute mentale: le grandi piattaforme digitali che promettono di trovare il terapeuta giusto.
Il problema principale: paghi e appari
Il meccanismo è semplice: i professionisti pagano per essere negli elenchi e pagano di più per apparire in cima. Chi investe somme maggiori ottiene il badge “consigliato” e la massima visibilità. Non è la competenza a determinare la posizione, ma la capacità di spesa. Un neolaureato con budget pubblicitario può facilmente eclissare un professionista esperto che sceglie di non investire in marketing digitale. Il risultato? Chi cerca aiuto potrebbe essere indirizzato verso chi eccelle nel marketing piuttosto che nella terapia.
Il conflitto di interessi delle piattaforme
Queste piattaforme vendono ai terapeuti la promessa di “maggiore visibilità”, ma il loro guadagno dipende dall’avere il maggior numero possibile di professionisti paganti. Più terapeuti si iscrivono, meno visibilità ha ciascuno di loro.
È come vendere a cento persone l’esclusiva su un prodotto che per definizione non può essere esclusivo. I terapeuti si trovano in una spirale: per mantenere la stessa posizione devono aumentare continuamente gli investimenti.